Principi fondanti del festival

Principi fondanti del festival

CONVENZIONE FARO, 27 OTTOBRE 2005

Gli stati membri del Consiglio d’Europa

“La convenzione Faro ha lo scopo di salvaguardare e promuovere quegli ideali e principi, fondati sul rispetto dei diritti dell’uomo, della democrazia e dello stato di diritto, che costituiscono la loro eredità comune” “La convenzione Faro riconosce la necessità di mettere la persona e i valori umani al centro di un’idea ampliata e interdisciplinare di eredità culturale” “La convenzione Faro rimarca il valore ed il potenziale di una eredità culturale usata saggiamente come risorsa per lo sviluppo sostenibile e per la qualità della vita, in una società in costante evoluzione”

Fonte:

CONVENZIONE EUROPEA DEL PAESAGGIO

Stati membro del consiglio d’Europa,  Firenze, 2000

“Paesaggio” designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interazioni. “Gestione dei paesaggi” indica le azioni volte, in una prospettiva di sviluppo sostenibile, a garantire il governo del paesaggio al fine di orientare e di armonizzare le sue trasformazioni provocate dai processi di sviluppo sociali, economici ed ambientali; 

“Pianificazione dei paesaggi” indica le azioni fortemente lungimiranti, volte alla valorizzazione, al ripristino o alla creazione di paesaggi. […] 

il paesaggio non è uno, all’interno di ogni territorio esistono più paesaggi; […] 

Ogni paesaggio è definito da proprie caratteristiche; […] 

I paesaggi sono oggetto di dinamiche e pressioni che gli modificano e quindi sono in trasformazione […] 

I soggetti e le popolazioni interessate attribuiscono valori specifici ai paesaggi che li definiscono […]

Fonte:

CONVENZIONE CONVENZIONE AARHUS, 25 GIUGNO 1998

Commissione Economica per Europea

“Affermando la necessità di salvaguardare, tutelare e migliorare lo stato dell’ambiente e di assicurare uno sviluppo sostenibile e senza rischi per l’ambiente.” “Riconoscendo che un’adeguata tutela dell’ambiente è indispensabile per il benessere umano e per il godimento dei diritti fondamentali, compreso il diritto alla vita.” “Riconoscendo altresì che ogni persona ha il diritto di vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere e il dovere di tutelare e migliorare l’ambiente, individualmente o collettivamente, nell’interesse delle generazioni presenti e future.” “Considerando che, per poter affermare tale diritto e adempiere a tale obbligo, i cittadini devono avere accesso alle informazioni, essere ammessi a partecipare ai processi decisionali e avere accesso alla giustizia in materia ambientale, e riconoscendo che per esercitare i loro diritti essi possono aver bisogno di assistenza.” “Riconoscendo che un più ampio accesso alle informazioni e una maggiore partecipazione ai processi decisionali migliorano la qualità delle decisioni e ne rafforzano l’efficacia, contribuiscono a sensibilizzare il pubblico alle tematiche ambientali e gli consentono di esprimere le sue preoccupazioni, permettendo alle pubbliche autorità di tenerne adeguatamente conto.”

Fonte:

Costituzione della Repubblica italiana Art. 9 

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. _____ L’articolo pone, in termini di promozione e di tutela, le premesse della cosiddetta “Costituzione culturale”, che troverà più ampia definizione nei successivi articoli 32-35. Qui vengono enunciati due principi fondamentali: quello della promozione dello sviluppo di cultura e ricerca e quello della tutela del paesaggio (da intendersi, questo, nel senso più ampio di “beni ambientali”) e del patrimonio storico e artistico. Solo in apparenza l’articolo mette insieme temi diversi; in realtà, a ben riflettere, se è del tutto evidente che non è concepibile uno sviluppo culturale scisso da un contestuale sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica, è altrettanto evidente che la cultura pone le radici di un suo possibile sviluppo nella conoscenza e, dunque, nella valorizzazione e nella tutela dell’intero patrimonio ambientale, storico, artistico, che rappresenta la vera “essenza culturale”, sedimentata per secoli, della Nazione. Nella definizione di “paesaggio” va identificato il cosiddetto “ambiente visibile”, in cui rientrano a pieno titolo tutti gli aspetti relativi al rapporto tra uomo e natura. Nella definizione di “patrimonio storico e artistico” (in altre parole, i cosiddetti “beni culturali”) vanno identificati tutti quei beni, mobili e immobili, di proprietà pubblica o privata, che rivestono interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico, bibliografico. L’osservanza di questa norma costituzionale ha portato all’istituzione del Ministero dei Beni culturali (1974), successivamente Ministero per i Beni e le attività culturali (1988) e del Ministero dell’Ambiente (1980)

Fonte: 

Carta di Roma sul Capitale Naturale e Culturale

2014 Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea

La Carta di Roma è un’iniziativa ponte sulle interrelazioni e interazioni tra Capitale Naturale e Culturale. Essa mira a rafforzare le politiche in materia di natura e biodiversità, e a migliorarne l’integrazione con le altre politiche connesse con il territorio e con l’economia

La Strategia UE 2020, per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, è un passo fondamentale verso la creazione di una nuova governance europea, incentrata sui bisogni della società e di tutto il pianeta, così come gli stretti legami tra politiche economiche, sociali, culturali e ambientali, compresi i posti di lavoro (COM / 2010/2020).

Le Direttive europee “Uccelli” e “Habitat” (2009/147/CE, 92/43/CEE) mirano a soddisfare le “esigenze ecologiche, scientifiche e culturali, pur tenendo conto di quelle economiche e ricreative” e “per promuovere il mantenimento della biodiversità, tenendo conto delle esigenze economiche, sociali, culturali e regionali, … contribuendo all’obiettivo generale di uno sviluppo sostenibile; considerato che il mantenimento di detta biodiversità può in taluni casi richiedere il mantenimento e la promozione di attività umane”.

Esplorare il Capitale Naturale come soluzione alle grandi sfide come quelle relative alle aree urbane, i cambiamenti climatici e di adattamento, agricoltura e del suolo, forestali, rischio idrogeologico, turistico e ricreativo.

Il Capitale Culturale è legato a tre caratteristiche principali di singole persone e gruppi in ogni specifico contesto geografico e socio-economico: la conoscenza, tra cui quella scientifica e quella legata alle tradizionali; la capacità di mantenere, aumentare, e sviluppare la conoscenza; pratiche corrispondenti a tutte le attività che producono flussi materiali ed immateriali di beni e servizi.

Fonte: